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Da Bordighera a Ventimiglia: come la mafia è penetrata in Liguria

di Paola Picollo

Un po’ di tempo fa, nel 2008, scrissi un articolo sulla presenza mafiosa in Liguria per questo sito. Denunciavo come ‘ndrangheta, mafia e camorra si stessero infiltrando nel tessuto economico e sociale della regione. Cominciavamo allora, noi liguri, a capire che la mafia non era un fenomeno criminale che potevamo relegare solamente al Sud e liquidare velocemente come conseguenza della irrisolta “questione meridionale”. Iniziavamo a capire che, forse, non eravamo esclusi da tutto quel mondo criminale; che le notizie che ci arrivavano alle orecchie avevano un fondamento, riguardavano anche noi. E oggi, più che mai prima, ne abbiamo la certezza.

Il ciclone è arrivato all’improvviso, scioccando l’opinione pubblica e spazzando via le amministrazioni di due Comuni – Bordighera e Ventimiglia – sciolti entrambi per infiltrazione mafiosa, a poca distanza di mesi l’uno dall’altro. La Liguria, la mia terra, diventa così la prima Regione del Nord Italia con due Comuni sciolti per mafia. E’ un doloroso primato.

E’ il 10 marzo 2011 quando cade Bordighera. A seguito della pubblicazione da parte dei Carabinieri di un dossier, nel quale emergeva l’ipotesi di un collegamento tra alcuni politici della cittadina ligure e la criminalità organizzata di matrice ‘ndranghetista, fu nominata una Commissione ispettva che, dopo un lavoro durato quattro mesi, consegnò al Prefetto di Imperia Di Menna una relazione sullo stato della situazione. Ma la decisione dell’ex Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è arrivata dopo l’esito della clamorosa vicenda giudiziaria culminata con l’arresto di otto imprenditori, membri di famiglie di origine calabrese (Pellegrino, Valente, De Marte, Barilaro), alcuni dei quali ritenuti contigui alla ‘ndrangheta: dalle indagini svolte dai carabinieri del Comando Provinciale di Imperia erano emerse pressioni sul sindaco e su alcuni assessori per ottenere l’apertura di una sala giochi ed altri favori, benché il sindaco Giovanni Bosio si sia sempre difeso affermando che né lui né la Giunta erano a conoscenza dei fatti indicati nelle indagini.

Undici mesi dopo, la storia si ripete. Lo scorso 3 febbraio 2012, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno, stabilisce lo scioglimento dell’amministrazione del Comune di Ventimiglia dove “sono state riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata”. Malgrado il sindaco (Pdl) Gaetano Scullino e i componenti della giunta comunale neghino qualsiasi condizionamento, dalle indagini degli inquirenti emerge come la ‘ndrangheta calabrese, da anni presente sul territorio, faccia affari con droga, armi e riciclaggio: l’ultima retata lo scorso 17 giugno, quando una cinquantina di persone finisco in carcere, e altre 33 vengono denunciate per usura, estorsione, violenza, detenzione illegale di armi e spaccio di stupefacenti. Non a caso da Ventimiglia è passata la crema della `ndrangheta calabrese: gli Albanese, gli Ursini, i Bellocco con i Pesce, i Bruzzaniti, i Condello, i Cordi´, i De Stefano ma anche i Gullace con i Santaiti, Iamonte, i Piromalli. E la logistica, i capitali, le potenzialità di questa cittadina di frontiera, la vicinanza con Bordighera, terra di grandi affari, sono piaciute così tanto che, secondo la Procura nazionale antimafia, è nata la più importante camera di controllo delle `ndrine che da qui possono guardare non solo alla Francia, ma all’Europa intera.

Ma Ventimiglia e Bordighera sono solo un tassello di un mosaico più ampio. In Liguria, le tre mafie più potenti (Cosa Nostra siciliana, camorra casertana ma, soprattutto, ‘ndrangheta calabrese) sono presenti su tutto il territorio. Grazie alla disattenzione da parte dei media, alla scarsa consapevolezza della loro presenza nella regione da parte di cittadini ed istituzioni, hanno potuto insediarsi, proliferare, rafforzarsi, stabilire contatti, fare affari e ottenere coperture. Ma ora qualcosa è cambiato definitivamente, perché adesso nessuno potrà più dire di non sapere, che la mafia non ci riguarda, che qui la mafia non esiste.

Collegamenti utili:

Genova, 17 marzo 2012: diciassettesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera.

Dossier di Libera sulle mafie in Liguria

11 febbraio 2012

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